Shila Morelli

Yoga Nidrā

La porta del corpo immobile

Il centro che si rivela oltre la tensione.

Pratica di Yoga Nidrā a lume di candela

La pratica

Come si pratica

Yoga Nidrā è una pratica ricettiva, accessibile e priva di sforzo. Si vive interamente nell’immobilità e nell’ascolto.

  • Ti stendi comodamente. Ti sdrai a terra a pancia in su, protetto da una coperta calda e con piccoli supporti per la schiena, se necessari.
  • Chiudi gli occhi. Il corpo si ferma, rilasciando ogni tensione muscolare ed entrando progressivamente nell’immobilità.
  • Ti affidi alla voce. Segui il suono della voce che ti guida attraverso il viaggio nel corpo, nel respiro e nelle libere visualizzazioni.
  • Rimani testimone. La pratica si rivela nella ripetizione. Affidati all’assenza di sforzo sia nel rimanere sveglio che nel rilassarti. Anche se ti assopisci, la pratica agisce comunque: prendi semplicemente atto di ciò che accade, come un testimone silenzioso.

Al termine, verrai accompagnato a un ritorno lento al movimento, per rientrare nel tuo tempo senza alcuna fretta.

La soglia

Arte trasformativa e sacra

Yoga Nidrā viene generalmente definito «yoga del sonno», dove per sonno in termini yogici si allude a un preciso stato della coscienza: è la condizione di unione (yoga) che si manifesta quando entriamo consapevolmente nello stato di sonno profondo (nidrā).

Una pratica liminale e trasformativa che lavora con i processi naturali del sonno e della consapevolezza, attraverso un metodo sistematico di progressivo ritiro dei sensi dall’esterno all’interno.

In questo stato si apre la possibilità di accedere a una grande rigenerazione psicofisica, una sorta di reset profondo del sistema ed allo stesso tempo di lavorare sulla trasformazione di abitudini e forme pensiero limitanti attraverso il Saṅkalpa, l’intenzione risolutiva.

È un cammino trasformativo e sacro, accessibile a tutti e dalle molteplici potenzialità: non richiede alcuna esperienza pregressa, solo la volontà di stendersi e ascoltare.

L’ascolto

Arte di pacificazione e vuoto creativo

Yoga Nidrā è gioiosa accettazione di quello che emerge, la potente compassione che sorge nell’andare oltre la tensione. È la scoperta del potenziale del vuoto creativo, presenza al processo comunicativo interno-esterno, movimento di intento e chiarezza.

Il termine Nidrā può essere tradotto anche come lo stato del fiore nel momento esatto in cui sta per sbocciare: un significato antico che allude al potenziale intimo di questa pratica e alla forza generatrice del Saṃkalpa, l’intento profondo.

Praticare Yoga Nidrā con costanza è un dono di profonda fioritura, un atto di devozione; scioglie i nodi della tensione cronica, restituisce chiarezza e spazio alla mente iperattiva, risana i ritmi e le priorità, trasformando ogni sessione in una soglia sacra in cui il corpo si rigenera e la pace del Semplicemente Essere si rivela senza sforzo.
Grande fiore di ibisco rosso tra foglie verdi

Entra nella pratica

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